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giovedì 20 agosto 2009

Google Chrome

Da qualche giorno sto provando ad usare Google Chrome, un nuovo browser sicuramente più veloce di Explorer. La comodità consiste nell'avere visualizzate 6 schede dove ci sono i siti preferiti o comunque quelli più visitati. E' stato mio figlio Riccardo a consigliarmelo (è un digital native!), mi son lasciata convincere e ho provato: ebbene mi trovo molto bene, è completamente open source, inoltre si ha la possibilità di aprire varie schede che non comunicano tra loro.Il seguente video spiega il resto.

mercoledì 12 agosto 2009

A proposito di facebook!

Per social networking si intendono tecnologie che consentono alle persone di fare nuove conoscenze e scoprire nuove relazioni attraverso la progressiva estensione della rete dei contatti. Sulla rete troviamo diversi ambiti di relazioni umane, ci possono essere comunità di colleghi o comunità tematiche nell’ambito professionale, oppure nell’ambito del tempo libero ci sono numerosi ambienti che promuovono relazioni personali di amicizia e sentimentali.
Ciò che mi preme sottolineare è che in questi ambienti sociali la linea di divisione tra formale e informale è molto sottile, a volte inesistente, ad esempio in Second Life un gruppo di docenti della prestigiosa Harvard Law School hanno aperto una classe virtuale in cui gli studenti iscritti all’università possono studiare insieme, scambiarsi gli appunti e poi andare ad un concerto, fare shopping, chattare, ecc.
Poiché sappiamo che le nostre facoltà cognitive sono il risultato di un sistema di interazioni tra la mente individuale e il contesto ambientale, strumentale e sociale, è possibile apprendere anche su facebook durante un contatto con qualche “amico”.
Fare un profilo degli utenti che frequentano i social network credo sia possibile a grandi linee, perché ognuno di noi ha un approccio personale con questo tipo di ambienti, e il proseguire o meno l’esperienza dipende da una serie infinita di fattori. Invece è molto interessante monitorare questi fenomeni per studiarli dal punto di vista psico-socio-comunicativo.
Qualunque ambiente dunque può essere per noi occasione di apprendimento, di scoperta, di conoscenza; nella prospettiva della “cognizione distribuita”, infatti, non sono importanti solo le risorse mentali interne, ma soprattutto l’efficienza complessiva del sistema mente-contesto.

lunedì 6 luglio 2009

Proposta di pace 2009 -


Anche quest'anno, in occasione dell'anniversario della fondazione della Soka Gakkai Internazionale, il 26 gennaio Daisaku Ikeda ha presentato all'Assemblea generale delle Nazioni Unite una Proposta di pace che offre una lettura profonda e lungimirante della situazione globale attuale, fornendo la chiave di interpretazione e i metodi concreti per affrontarne e risolverne i mali principali.Innanzitutto viene analizzata la crisi finanziaria in corso, che affonda le radici nel patologico culto per il denaro, per la valuta astratta che ha perso ogni legame con l'economia reale.E proprio lo "spirito di astrazione", il meccanismo distruttivo che porta a considerare persone e fenomeni senza tenere conto della realtà concreta, è visto come causa della guerra e della mal riposta fiducia assoluta, da parte della società contemporanea, nella libera competizione e nel mercato. Ikeda propone un nuovo paradigma in grado di unire le energie competitive e gli interessi comuni: la "competizione umanitaria", che privilegia l'influenza morale sulla forza militare e politica. Per risolvere i suoi problemi l'umanità deve agire in base a una visione condivisa sulle questioni principali - ambiente, sviluppo, disarmo nucleare - che utilizzi la competizione umanitaria come strumento per creare una comunità globale capace di coesistere pacificamente.Solo dal dialogo, che non segue mai schemi prestabiliti e va oltre le definizioni arbitrarie e superficiali, può nascere il nuovo.
Tratto da Buddismo e Società n. 134

Divenire digitali:riflessioni ed esperienze sul mutamento antropologico in atto.

E' uscito il numero 62 di Formare, una collana curata da Antonio Calvani, intitolato "Divenire digitali: riflessioni ed esperienze sul mutamento antropologico in atto", si tratta di un articolo molto interessante scritto da Maria Grazia Fiore. Anch'io come altri colleghi ho potuto dare il mio piccolo contributo che riporto di seguito. Ringrazio Maria Grazia per questa opportunità e invito tutti ad una lettura approfondita dello stesso.

Buono/cattivo, bello/brutto, angelo/demone, inferno/paradiso, bianco/nero,digital natives/digital immigrants.
La vita è piena di contrapposizioni, di distinzioni arbitrarie e inutili, l’uomo tende sempre a distinguere, a separare, a dividere in categorie, settori, ambiti, forse tutto ciò gli dà sicurezza, gli sembra di poter tenere tutto sotto controllo. Siamo talmente abituati a tali meccanismi cerebrali, che tutto scatta automaticamente per cui adesso l’ultima dicotomia del momento è nativi digitali/immigrati digitali.
Ma tutto ciò a cosa serve? È veramente utile a qualcosa? E quando poi ci rendiamo conto che non esistono distinzioni nette e precise tra noi e l’ambiente, tra noi e gli altri, tra i nativi e gli immigrati digitali, c’è da riflettere.
Oggi si parla sempre più di connettivismo, inteso come integrazione di informazioni casuali (caos), abilità di creare nessi tra conoscenze pregresse (network) e teorie complesse. Questo processo di connessione tra elementi avviene all’esterno del soggetto che apprende , in un ambiente in grado di generare conoscenza e interazioni, per esempio un database o un’organizzazione. Il punto di partenza è sempre il soggetto, la cui personale conoscenza inserita nella ‘rete’ genera nuova conoscenza. Quindi la conoscenza non è più acquisita in maniera sequenziale o esclusivamente in contesti formali, ma anche attraverso canali informali e non formali. Attraverso la rete delle nostre connessioni costruiamo il nostro PLE, il web ci aiuta in questo, ma ciò non è sufficiente, non si tratta di qualcosa esclusivamente digitale, ma di una nuova forma del pensiero, le connessioni esistono dappertutto e solo adesso l’uomo ne prende consapevolezza, perché è esploso il fenomeno internet.
Insegno inglese su 9 classi di scuola primaria, ho quindi 188 alunni da seguire dalla prima alla quinta classe, credo si tratti di un campione abbastanza interessante di nativi digitali, a proposito: ma chi sono questi nativi? I miei alunni raramente adoperano il computer, quando con le classi quarte e quinte mi reco in aula informatica per svolgere alcune attività con il pc, non ho proprio la sensazione di essere di fronte ai cosiddetti ‘nativi digitali’; per quella che è la mia esperienza, la maggior parte degli alunni nell’età compresa fra i 6 e i 10 anni non usa né il computer, né altri sistemi di comunicazione digitale. Il fenomeno dei nativi potrebbe dunque presentarsi nelle fasce d’età successive cioè dai 12 anni in poi.
Alla ricerca dei nativi digitali perduti, mi è capitato di riflettere sul mio percorso personale: io, figlia di Gutenberg, innamorata dei testi letterari fin da bambina, tanto che il mio sogno più grande era possedere un’ enorme biblioteca, adesso se mi occorre un’informazione di qualsiasi genere, non vado a consultare la mia libreria personale, ma apro google, il mio pc è quasi sempre connesso e mi consente uno spazio enorme di conoscenze e di contatti, ma non è stato sempre così. La prima volta che mi è capitato di navigare sulla rete ho provato un profondo senso di smarrimento, tutte queste pagine che si aprivano, incastrate l’una all’altra, un senso di spaesamento misto ad una profonda curiosità, entravo in un sito con un obiettivo ben preciso e attraverso numerosi link mi vedevo catapultata in infiniti sentieri e meandri da cui non sapevo più come uscire, non riuscivo a tornare indietro: tutto ciò succedeva nel lontano 2000. Questa particolare sensazione di smarrimento mi porta a parlare di “capacità negativa della mente”, di cui ho già trattato nel mio blog, ecco il testo:
La recentissima esperienza di realizzare il mio primo filmato, mi ha fatto venire in mente le parole di Giorgio Blandini e Bartolomea Granieri. Questi due psicologi dell'università di Torino, riprendono il pensiero di W.R. Bion(1897-1979), quest'ultimo ha elaborato un modello della mente secondo cui non esiste dualismo tra processi somatici e psichici, ipotizza una forma di elaborazione precoce dell'esperienza in cui non esiste ancora un dualismo tra somatico e psichico,nè tra sè e l'altro, che caratterizzerebbe la mente come originariamente gruppale. Tale livello, definito proto-mentale, resta attivo in tutto il corso della vita. Secondo Blandino e Granieri dunque l'apprendimento comporta l'accogliere dentro di sè ciò che è ancora sconosciuto, ma "ciò che ancora non si conosce è qualcosa di informe e non mentale, che dà angoscia e che non sempre la mente (anche quella dell'adulto) è in grado di tollerare dentro di sè"(Blandino e Granieri,1995). L'angoscia è data dal sentimento di incertezza e dal timore di scontrarsi con la propria inadeguatezza e con i propri limiti, nonchè dalla necessità di rimettere in discussione le proprie conoscenze. In un processo di apprendimento il confronto con il nuovo implica emozioni contrastanti: da un lato si prova paura, ansia, senso di inadeguatezza; dall'altro curiosità, sorpresa e voglia di sperimentare il nuovo. Tale processo avviene nel tempo con momenti di insoddisfazione che si alternano ad altri di riuscita e conquista. E' come una sorta di dolore mentale dell'apprendere che viene definita dai nostri autori "capacità negativa della mente", intesa come possibilità di integrare affetti e pensieri contraddittori,di saper gestire emozioni e giudizi conflittuali per arrivare a una nuova organizzazione di sè. Mentre l'adulto possiede la "capacità negativa della mente", il bambino deve ancora acquisirla, ecco perchè ha bisogno della mente adulta che lo sostenga. Se l'insegnante sostiene in sè stesso e nei suoi studenti la possibilità di apprendere nuovi contenuti e abilità, superando le difficoltà e le fatiche insite nell'apprendimento stesso e aumentando la disponibilità verso apprendimenti futuri, gli alunni acquisiranno a loro volta la loro "capacità negativa".
Adesso, dopo un triennio universitario on line, non poteva esserci migliore conclusione che un corso di editing multimediale dove, oltre a realizzare materiale digitale, io ho risentito fortissime le connessioni con un gruppo di lavoro e con un professore che ha saputo lasciare un segno importante nella mia formazione.
Mentre ogni nuovo successo mi spinge a continuare l’esplorazione del mondo digitale e non, ogni nuova sfida ripresenta nuovamente l’angoscia, ma non è più l’angoscia iniziale, quella dei primi anni al pc, è assolutamente diversa, sempre più gestibile perché sempre più conosciuta, imparo a conoscere mè stessa, i miei limiti e le mie possibilità che sono infinite, come le infinite connessioni. La rete mi consente di esplorare continuamente, mi sottopone all’imprevisto e questo ‘allenamento’ ha ridotto le mie paure di fronte al nuovo.
Tutto ciò avrei potuto realizzarlo anche solo con i libri? Non lo so, comunque non credo, perché il libro, al di là dei numerosi sentieri mentali a cui certamente mi può portare, rappresenta sempre un percorso più sicuro, tranquillo e lineare.
In definitiva io credo che il vero fenomeno del momento siamo noi, noi nativi analogici diventati digitali, noi che abbiamo vissuto entrambe le esperienze, che abbiamo conosciuto sulla nostra pelle la sofferenza dell’apprendere. Ma soprattutto noi studenti dell’università IUL che siamo anche docenti in servizio!
E’ questo il punto chiave: chi siamo noi veramente? Tutto ciò a mio avviso dimostra che solo lo sforzo costante e determinato di ogni giorno può portare al miglioramento personale, avere fiducia in sè stessi e nelle proprie capacità, credo sia la strada vincente per aprirsi al mondo e quindi ad ogni nuova occasione di apprendimento. Tutto ciò non proviene dalla rete, è già dentro di noi, il digitale ci consente solo di poter esprimere ciò che siamo, la rete libera la nostra creatività repressa e imbrigliata dalla trasmissione unidirezionale dei saperi.

lunedì 29 giugno 2009

E' FATTA!


Oggi ho dato l'ultimo esame: 'Politiche della formazione'.
Non ci posso credere, ho dato tutti gli esami, ho finito, mi attende l'ultimo momento, quello della tesi e poi sarò laureata in Scienze della Formazione, non mi sembra vero, ma ci sono riuscita.
Sono già passati tre anni, invece mi sembra ieri. Dobbiamo dare il giusto valore al tempo, il tempo è l'unica cosa di veramente prezioso che possediamo (intendo il tempo della nostra vita), più prezioso dell'oro e di qualsiasi altro avere. Corriamo sempre a dx e sx, il tempo sfugge e ci sembra sempre di non averne abbastanza. Adesso io dopo questi tre anni di sacrifici, nottate, fine settimana trascorsi sui libri invece che andar fuori, voglio nuovamente riappropriarmi del mio tempo.
Ringrazio i miei figli, tre splendidi, meravigliosi figli che hanno avuto tanta pazienza con la loro mamma, ringrazio Luigina e Michela, due colleghe che mi sono state vicine in tante occasioni e a cui devo parte del mio successo.Ma anche tutti i colleghi che ho conosciuto alla IUL..........

domenica 7 giugno 2009

Coinvolgimi o fammi arrabbiare

Mark Prensky,“Coinvolgimi o fammi arrabbiare” Mark Prensky,“Coinvolgimi o fammi arrabbiare” nilocram Mark Prensky,“Coinvolgimi o fammi arrabbiare” Che cosa chiedono gli studenti di oggi?

martedì 12 maggio 2009

Ci vogliono proprio eliminare

Insegnante robot tiene lezione in una scuola elementare di Tokyo.
Mah!
http://it.reuters.com/article/internetNews/idITMIE54A05A20090511

domenica 10 maggio 2009

IL MAESTRO

Il maestro non è solamente colui/colei che si siede dietro ad una cattedra ed insegna una disciplina a seguito di concorso. Chiunque di noi, a prescindere dal suo ruolo nella società, può essere maestro di chiunque in qualsiasi momento ed essere a sua volta discepolo. Chi insegna può a sua volta apprendere dai suoi alunni. Incontrare un vero maestro è cosa assai rara, e chi riesce ad averne uno è una persona molto fortunata. Ma come riconoscere un vero maestro?
Maestro e discepolo sono inscindibili e, proprio per questo, pur essendo due individui indipendenti l'uno dall'altro, non vi è tra loro una sostanziale differenza. L'uguaglianza è il fattore fondamentale di questa relazione. Naturalmente essi non devono necessariamente vivere insieme, nello stesso luogo e nello stesso tempo.Questa è una relazione che va al di là dei limiti temporali e spaziali, è la forma più alta di relazione umana.

martedì 28 aprile 2009

la scuola italiana vista da una ragazza finlandese

Qualche settimana fa sul blog di Andreas avevamo parlato di sistema scolastico italiano paragonandolo a quello finlandese. Ho trovato questo interessante blog all'interno del quale una studentessa finlandese, che ha studiato per un anno qui in Italia, fa delle interessantissime affermazioni , tra l'altro perfettamente corrispondenti al vero, ecco il link
http://tutoronlinequalificati.wordpress.com/2009/04/28/la-scuola-italiana-giudicata-da-una-ragazza-finlandese/

giovedì 23 aprile 2009

Classroom 2.0



MILANO Un progetto pilota, chiamato "Classroom 2.0", consentirà in diversi istituti scolastici di Reggio Emilia ,a studenti, insegnanti, genitori e aziende locali di disporre di una piattaforma collaborativa, per poter interagire e scambiare informazioni sulle attività di gestione della classe, sugli interessi e i risultati degli studenti, così come su attività di lavoro di gruppo destinate a scuole specifiche e nuove possibilità lavorative. E' quanto ha annunciato Ibm, dando notizia in una nota dell'accordo siglato per fare del capoluogo emiliano una "Smart City", sulla scia di Parma, prima città italiana all'inizio di questo mese ad aver adottato questa formula sperimentale, per articolare servizi informatici interattivi con postazioni e sportelli informatici al servizio dei cittadini. Reggio Emilia è dunque la seconda città italiana ad aver nominato un comitato congiunto per l'Innovazione insieme a Ibm, spiega la società, con l'obiettivo di "identificare e definire un nuovo modello di città sostenibile, attraverso l'utilizzo di soluzioni digitali, ed una delle sei città che abbiano concordato un protocollo comune di innovazione IT". La formula, intrapresa per prima da Parma, prevede di consentire attraverso un approccio globale e aperto, di "integrare soluzioni e applicazioni informatiche già esistenti, con alcuni interventi progettati su misura, sulla base delle scelte e delle necessità delle comunità cittadine. A tutto vantaggio della qualità della vita". In Europa e in altri continenti diverse comunità locali, in partnership con Ibm, hanno finora intrapreso un cammino di innovazione affrontando specifici problematiche. La mobilità è una di queste. A Stoccolma, per esempio, spiega Ibm, il nuovo sistema di interconnessione dei pedaggi, basato sulla regolazione dei flussi di veicoli in ingresso e in uscita, ha fatto diminuire del 20% il traffico nel centro cittadino, ridotto del 12% le emissioni nocive e spinto i cittadini a un uso più ampio dei mezzi pubblici. Londra ne ha seguito le tracce. A Singapore invece le centrali che controllano la viabilità ricevono dati in tempo reale grazie a un sistema di sensori intelligenti mentre a Kyoto chi deve pianificare lo sviluppo della rete viaria può avvalersi di simulazioni di traffico su vasta scala per analizzarne l'impatto sulla città.

martedì 14 aprile 2009

La capacità negativa della mente

La recentissima esperienza di realizzare il mio primo filmato, mi ha fatto venire in mente le parole di Giorgio Blandini e Bartolomea Granieri. Questi due psicologi dell'università di Torino, riprendono il pensiero di W.R. Bion(1897-1979), quest'ultimo ha elaborato un modello della mente secondo cui non esiste dualismo tra processi somatici e psichici, ipotizza una forma di elaborazione precoce dell'esperienza in cui non esiste ancora un dualismo tra somatico e psichico,nè tra sè e l'altro, che caratterizzerebbe la mente come originariamente gruppale. Tale livello, definito proto-mentale, resta attivo in tutto il corso della vita. Secondo Blandino e Granieri dunque l'apprendimento comporta l'accogliere dentro di sè ciò che è ancora sconosciuto, ma "ciò che ancora non si conosce è qualcosa di informe e non mentale, che dà angoscia e che non sempre la mente (anche quella dell'adulto) è in grado di tollerare dentro di sè"(Blandino e Granieri,1995). L'angoscia è data dal sentimento di incertezza e dal timore di scontrarsi con la propria inadeguatezza e con i propri limiti, nonchè dalla necessità di rimettere in discussione le proprie conoscenze. In un processo di apprendimento il confronto con il nuovo implica emozioni contrastanti: da un lato si prova paura, ansia, senso di inadeguatezza; dall'altro curiosità, sorpresa e voglia di sperimentare il nuovo. Tale processo avviene nel tempo con momenti di insoddisfazione che si alternano ad altri di riuscita e conquista. E' come una sorta di dolore mentale dell'apprendere che viene definita dai nostri autori "capacità negativa della mente", intesa come possibilità di integrare affetti e pensieri contraddittori,di saper gestire emozioni e giudizi conflittuali per arrivare a una nuova organizzazione di sè.
Mentre l'adulto possiede la "capacità negativa della mente", il bambino deve ancora acquisirla, ecco perchè ha bisogno della mente adulta che lo sostenga. Se l'insegnante sostiene in sè stesso e nei suoi studenti la possibilità di apprendere nuovi contenuti e abilità, superando le difficoltà e le fatiche insite nell'apprendimento stesso e aumentando la disponibilità verso apprendimenti futuri, gli alunni acquisiranno a loro volta la loro "capacità negativa".

Il mio primo filmato

Ebbene sì, ci sono riuscita!!!




giovedì 9 aprile 2009

La prima biblioteca mondiale on line



Si chiama World Digital Library, una biblioteca digitale mondiale. Potremo trovare informazioni, testi e immagini da ogni parte del mondo. Entrerà in funzione dal 21 aprile e metterà a disposizione degli utenti di internet un immenso patrimonio culturale in formato digitale, gratuitamente e in varie lingue.
http://www.worlddigitallibrary.org/project/english/index.html

domenica 29 marzo 2009

VAI CON IL WEB 2.0


Ho scoperto un sito molto interessante, che presenta in una stessa pagina una serie di altri siti sul web 2.0, riguardanti le più svariate tematiche: e-learning, giochi, musica, divertimento, ecc.

Una serie di numerosi tools e applicazioni del mondo web 2.0.

Buona consultazione